Congratularsi con il proprio figlio: 4 regole per farlo nel modo corretto

Quando i nostri figli adottano un comportamento che riteniamo poco accettabile, siamo subito pronti a farglielo notare, vero?

 

Una delle prime cose che ho imparato durante il mio percorso di formazione in Programmazione Neuro-Linguistica è che, affinché l’autostima di un bambino si sviluppi in maniera adeguata, il genitore alle prese con un comportamento indesiderato del figlio può, talvolta, decidere di ignorare il comportamento negativo evitando, così, il rischio che tale comportamento si rafforzi inconsciamente (per citare testualmente le parole della trainer di PNL Debora Conti, “ogni comportamento sottolineato è un comportamento rinforzato”).

 

Il genitore deve, in secondo luogo, scegliere accuratamente le parole da utilizzare per affrontare la questione, evitando i termini che potrebbero farlo sentire inadeguato o sbagliato a livello di identità e preferendo frasi mirate a sottolineare l’inadeguatezza del comportamento e dell’azione in sé, non della persona.

 

Altrettanto importante è sottolineare i comportamenti positivi dei nostri figli.

 

Molto spesso, invece, ci dimentichiamo di farlo, lo riteniamo superfluo o, ancora, se capita di complimentarsi con loro lo facciamo frettolosamente, magari mentre nostro figlio è assorto a guardare i cartoni, a giocare al suo videogioco preferito o a studiare e noi impegnati nelle faccende di casa.
 

E se ci fermassimo un attimo

e dedicassimo qualche minuto per congratularci correttamente?

 

Innanzitutto, impegnamoci a congratularci quotidianamente con loro per le piccole conquiste di ogni giorno, come sbrigare velocemente una faccenda di casa per i più grandicelli o, per i più piccini, riuscire ad allacciarsi per bene le scarpe da soli. Se ci pensiamo, si tratta veramente di piccole cose che però, ad esempio, i miei genitori  raramente hanno fatto con me.

 

Nello specifico, ci sono 4 semplici regole da seguire se vogliamo esser certi di complimentarci facendo in modo che il nostro amore e le nostre emozioni positive arrivino  a destinazione:

 

  • avvicinarsi al proprio figlio, adeguandosi alla sua altezza;

  • guardarlo dritto negli occhi e rivolgersi a lui in tono entusiasta;

  • essere specifici con le parole, utilizzando frasi brevi, chiare e che indichino con precisione la cosa che ha fatto bene;

  • far seguire alle parole un gesto di contatto (un abbraccio, un bacio, un “batti cinque”).

 

 

“Spesso sottostimiamo il potere di una carezza, un sorriso, una parola gentile,

un orecchio attento, un complimento onesto, o il più piccolo gesto d’attenzione,

i quali tutti hanno il potenziale di cambiare una vita”.

(Leo Buscaglia)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *