Il pensiero lento e il mantra della felicità: una risorsa per i genitori

Bentrovati e buon 2018!

Voglio aprire questo nuovo anno di contenuti della sezione “Genitori in Crescita” con qualcosa che mi sta veramente a cuore e che penso possa aiutare molti genitori a gestire meglio il rapporto con i propri figli, soprattutto nelle situazioni in cui la pazienza viene messa a dura prova. 

IL PENSIERO LENTO

Il mantra della felicità che aiuta i genitori a gestire al meglio i comportamenti indesiderati dei propri figli

Oggi vi parlerò, dunque, del pensiero lento e di come questo può aiutarvi nelle situazioni di stress con i vostri figli e non solo, perché potete benissimo adattarlo ad ogni situazione, con qualsiasi interlocutore.

Lo psicologo Daniel Kahneman ha operato una distinzione tra pensiero lento pensiero veloce, dove con la prima espressione fa riferimento a tutte quelle azioni e reazioni che il nostro cervello compie in maniera rapida e automatica mentre con la seconda a tutte le azioni ragionate, compiute consapevolmente.

A differenza delle prime, queste ultime richiedono da parte nostra sforzo e concentrazione ma possono portare ottimi risultati nella vita di tutti i giorni.

Posso confermarlo perché ho avuto modo di verificarlo negli ultimi tempi personalmente, con mio figlio Tommaso.

Sin da quando ha iniziato a mangiare da solo, e quindi da un bel po’ ormai, a conclusione di ogni pranzo o cena dà vita al suo divertentissimo (per lui lo è) show: si esibisce immancabilmente nel cosiddetto “lancio del piatto”, cosa assai comune tra i bimbi di età compresa tra i 12 e i 24 mesi (ed altrettanto fastidiosa, aggiungerei).

Inizialmente mi comportavo in maniera paziente e lasciavo correre, confidando nella sporadicità degli eventi.

Invece, giorno dopo giorno, constatavo che la storia tornava a ripetersi, ancora e ancora.

Né garbate spiegazioni, né stanchi rimproveri sortivano alcun effetto; anzi, non facevano altro che aumentare in maniera esponenziale le proporzioni dei comportamenti indesiderati. 

Perché, come ho imparato poi dalla carissima trainer e coach di PNL Debora Conti durante un suo corso a Milano, quando nostro figlio si comporta in maniera poco consona alla situazione noi genitori dobbiamo fare molta attenzione a come reagiamo: ogni comportamento sottolineato (nel bene e nel male) si tramuta, di fatto, in un comportamento rinforzato!

Spinta dalla curiosità, mi sono messa alla ricerca di un metodo alternativo che mi aiutasse a gestire in maniera più efficace la questione, finché mi sono imbattuta in quella che Tracy Hogg, nel suo libro “Il linguaggio segreto della famiglia”, chiama 

IL MANTRA DELLA FELICITA

tecnica che mi ha subito conquistata perché si avvicina molto al mio modo d’essere e di pensare.

 

Ma veniamo al dunque.

 

Il mantra può essere così riassunto:

   “Siate sinceri con voi stessi

e si fonda su 3 PRINCIPI:

#1 Osservare

Registrate ciò che sta accadendo intorno a voi in maniera obiettiva, dissociandovi dalla situazione per poterla guardare dall’esterno in maniera neutrale, in assenza di giudizio.

Cosa vedete esattamente? Cosa sentite? Cosa ha innescato questa situazione? Cosa stava facendo vostro figlio poco prima del verificarsi dell’evento? Il vostro compagno? E voi?

Fare chiarezza su questo punto è essenziale per capire a fondo le dinamiche dell’accaduto e poterci lavorare.

#2 Essere sinceri con se stessi

Si tratta di ammettere la realtà, ammettere ciò che sta accadendo in maniera sincera. E’ una situazione nuova o si è già verificata?  Siete sicuri sia così importante come pensate? Avreste potuto evitarla in qualche modo?

In questa fase è importante lasciare da parte ciò che provate e focalizzarsi sulla domanda “perché sto provando questa emozione?”

Pensateci, quanto è potente questa domanda?

#3 Agire

Fate o dite qualcosa che rispecchi ciò che siete e i vostri valori affinché la situazione migliori. E’ questo il momento di svestire i panni di spettatori per diventate protagonisti della situazione.

Potete scegliere di dire qualcosa o semplicemente di far cambiare direzione alla situazione cambiando atteggiamento, l’importante è che mentre agite rimaniate focalizzati sull’importanza della relazione. 

 

Tornando alla mia “situazione indesiderata”, ovvero a Tommaso che a fine pasto lancia il piatto a terra, ho notato che riesco a gestirla in maniera più consapevole e meno impulsiva quando mi impegno a seguire questi tre principi.

Il mantra della felicità e il pensiero lento, infatti, sono strumenti facili e concreti che mi aiutano ad affrontare con maggiore serenità tutte quelle situazioni che, quotidianamente, possono mettere a dura prova la mia pazienza, soprattutto a fine giornata quando questa tende a venir meno per la stanchezza.

E, ciò che è più importante, la tranquillità viene trasmessa di conseguenza anche a mio figlio, dal quale ricevo una risposta immediata più in linea con l’educazione che mi impegno ogni giorno ad impartire.

Non mi resta che invitarvi a provare personalmente Il mantra della felicità e a condividere le vostre esperienze; si tratta di piccoli e semplici accorgimenti che possono veramente fare la differenza e supportarci nel mantenere alta la qualità del rapporto con i nostri figli.

 

Per visionare o acquistare il libro “Il linguaggio segreto della famiglia” di Tracy Hogg e Melinda Blau

puoi cliccare direttamente sul mio link affiliato Amazon:  http://amzn.to/2Er7tAW 


“Se c’è qualcosa che desideriamo cambiare nel bambino,

dovremmo prima esaminarlo bene

e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi”

                                                                                                                                                                        (Carl Gustav Jung)

 

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